LA RAPPRESENTAZIONE SCENICA

L’approccio fenomenologico nelle Costellazioni Familiari consiste di uno spazio scenico nel quale si collocano dei “rappresentanti” ossia persone che si prestano a dare un corpo e una voce a ciò che viene indagato. Il “rappresentante” si apre alla percezione di un’ampia gamma di fenomeni senza giudicare ne concentrarsi su nessuno in particolare, questo tipo di indagine richiede uno stato interiore privo di preconcetti, intenzioni e giudizi.

Attraverso la connessione con il Campo Morfico o Campo Cosciente, la rete di informazioni presente intorno a noi, è possibile mettere in scena non soltanto il campo d’influenza della propria famiglia, ma qualunque sistema che risponda alle leggi fisiche del campo. Rupert Sheldrake, fisiologo inglese, afferma che i sistemi sono regolati non solo dalle leggi conosciute dalla scienza fisica, ma anche da campi organizzativi invisibili, che lui chiama per l’appunto “morfogenetici”. Grazie alla Teoria Sistemica e all’Approccio Fenomenologico, siamo oggi in grado di mettere in scena attraverso dei rappresentanti ogni aspetto della nostra realtà interiore ed esteriore, di osservare quello che accade.

E’ ormai risaputo che la maggior parte dei sintomi fisici sono di origine psicosomatica, vanno cioè considerati segnali, indicazioni che ci avvertono che qualcosa o qualcuno è stato escluso dalla nostra coscienza. Sono ormai note le influenze delle dinamiche familiari nella genesi delle patologie sistemiche come schizofrenia, epilessia, attacchi di panico, parkinson, anoressia-bulimia, malattie congenite, tumore. Lasciando agire la manifestazione dei nostri livelli inconsci, e osservandone la rappresentazione scenica possiamo dialogare con ogni componente dei vari sistemi e comprendere a fondo l’origine del disagio o del sintomo e quindi reintegrare nel sistema l’elemento mancante.

Il Sistema del soggetto viene rappresentato in modo vivente dai partecipanti del gruppo tra cui vengono scelti i “rappresentanti” e dopo una breve indagine sulla problematica del soggetto, si può fare una domanda focalizzata sul problema al quale la “Costellazione” cercherà di portare una soluzione. Il soggetto dispone allora nello spazio/campo i rappresentanti della sua famiglia, del suo partner, del suo lavoro, dei suoi organi interni, delle sue patologie, dei suoi archetipi, poi si siede e osserva. I rappresentanti vengono guidati dal campo morfico e dinamiche spontanee portano alla luce il vissuto emotivo delle persone reali o delle situazioni che questi rappresentano.

Attraverso quindi un misurato e graduale cambiamento delle posizioni dei rappresentanti nello spazio, più spesso spontaneamente ed a volte attraverso l’intervento del conduttore si riporta il “sistema” nel giusto ordine in una rinnovata armonia dentro la quale il soggetto interessato riprende il suo giusto posto. Quando si giunge ad integrare il processo nel modo più rispettoso, riconoscendo, onorando, ringraziando e reintegrando nella coscienza ogni elemento escluso, allora le tensioni spariscono immediatamente e arriva la guarigione.

Nella terapia familiare e sistemica l’individuo non è mai considerato come un elemento singolo ma, al contrario, egli è parte di un preciso contesto di relazioni. Questo è ciò che ci permetterà di riannodare i fili e le connessioni con i destini difficili nel nostro sistema-famiglia. Il sistema-famiglia è considerato come un’entità e non come un mero agglomerato di individui. Ciò ci permette di elaborare un nuovo approccio capace di descrivere sia i fenomeni sovraindividuali che i processi personali di ogni elemento del nostro albero genealogico. L’inconscio personale è strettamente connesso con le nostre esperienze come esseri umani in questa vita, soprattutto nell’infanzia; e sappiamo per certo che ogni elemento escluso dalla nostra coscienza (rimozione) tenderà a manifestarsi sotto la forma di sintomo.

La fondamentale intuizione di Bert Hellinger, lo scopritore delle Costellazioni Familiari, è che ogniqualvolta un membro della famiglia venga escluso o dimenticato a causa di un destino difficile, ciò costituirà un problema che si ripercuoterà con enormi conseguenze sulle successive generazioni finché l’elemento escluso non verrà riportato al suo posto nel nucleo di appartenenza. In un sistema la singola individualità non è importante di per sé, ma in funzione di qualcosa di più grande, il sistema appunto. Enormi forze vengono coinvolte in questa dinamica, al di là di qualsiasi limite di comprensione da parte nostra.

A parte da quella che tradizionalmente definiamo come ‘anima’, sembra esistere un’anima più grande che unisce i vivi ai morti o – meglio – un’ “anima familiare” che connette i membri vivi ai defunti. L’albero genealogico, visto come un’Anima Familiare, o un Inconscio Familiare, è modellato da qualsiasi tipo di esperienze più o meno drammatiche vissute dai suoi membri;. Ogni persona dell’albero eventualmente esclusa riapparirà sotto la forma di sofferenza, o più spesso, come sintomo fisico di una malattia.

Se un fratello o una sorella sono morti o dispersi in guerra, se un bambino muore in tenera età o una donna muore durante il parto, un altro membro della famiglia tenderà nelle generazioni successive a sostituire inconsciamente il membro rimosso imitando il suo destino, esprimendo le sue emozioni o i suoi sintomi, o cercherà di seguirlo nella morte. Se qualcuno nel passato non si è preso la responsabilità di una grave colpa, un bambino cercherà successivamente di pagarne il prezzo, con la sua salute, la sua felicità, il suo successo nella vita.

Mettendo in scena le costellazioni familiari, le dinamiche nascoste della famiglia vengono portate alla luce: i compiti nascosti che forzano a comportarci in una precisa maniera e che ci tengono legati alla nostra famiglia d’origine, e tutte quelle dinamiche che sono espressioni caratteristiche del nostro gruppo di appartenenza.

Il Dott. Stelio Verginella ti aspetta per le Costellazioni Familiari nelle sedi di Verona, Brescia, Mestre e Venezia.

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